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domenica 11 dicembre 2011

I biscotti della nonna Caterina


Ogni bambino che ha avuto la fortuna di avere una nonna che preparava i biscotti, li lega sempre  a dei ricordi speciali, che fanno parte della propria infanzia.
Ok, per me il ricordo speciale è un'avventura che durava due giorni.
Perchè i biscotti della mia nonna Caterina non erano mica cosa da poco sapete?



Richiedevano una preparazione che partiva con la selezione della legna giusta per il forno a legna (e già, proprio il forno di campagna, quello dove quando era più giovane ci faceva anche il pane una volta al mese), per passare alla pulizia della maida per impastare e delle "landine" (le teglie dove mettere a cuocere i biscotti), e all'acquisto di quei cinque chili di farina che erano il minimo da preparare (se si accende il forno, poi si dovrà pur riempire no?!?).



Biscotti invernali, da preparare a dicembre prima di Natale, magari con un ripieno speciale di frutta secca, vino cotto e cacao che a casa mia si sono sempre chiamati "San Martini" (e quello è un altro ricordo speciale).


Comunque si cominciava la mattina presto, ad impastare a mano questi cinque chili di farina con le uova, lo zucchero, l'olio  e il burro. E uno dei miei ricordi è mia nonna che mi insegna a grattugiare la scorza d'arancia "ma solo l'arancione, perchè il bianco è amaro". Ricordo il divertimento di quando a sei anni mi facevano provare ad impastare per gioco con un grembiulone davanti per non sporcarmi e la fatica di quando, a quindici, dovevo impastare sul serio insieme a mia madre o mia nonna.

Un lavoro lungo, con le mani che si arrossavano e si scaldavano lavorando la pasta come fosse pane.
E poi sul bordo della maida finalmente si modellavano le forme, le S e le U, i bastoncini, le girandole, i cerchi.
Quando mi ritrovavo alla fine a guardare il tavolo pieno delle teglie, tiravo sempre un sospiro di sollievo.
Poi si trattava solo di fare il lavoro divertente: passare l'uovo per lucidare e decorare con le palline di zucchero colorato.
Al forno ci pensava la nonna Caterina, perchè lì era davvero questione d'esperienza e non poteva essere lasciato al caso.
Per me quei biscotti saranno sempre legati alle colazioni della mattina prima di andare a scuola, talmente grossi che un biscotto solo era abbastanza, inzuppati nel latte e buonissimi.
Questi che ho fatto non possono avere certo lo stesso profumo di quelli di allora, manca indubbiamente il forno a legna e la bellezza del ricordo, ma il sapore mi sa che è proprio quello.
Ad alcuni ho aggiunto un pò di uva passa ammollata semplicemente nell'acqua e fatta scolare, e la variante merita un assaggio.



I BISCOTTI DELLA NONNA CATERINA

INGREDIENTI
500 gr. di farina 00
200 gr. di zucchero
2/3 di una bustina di lievito per dolci
2 uova
50 gr. di burro fuso
80 gr. di olio evo
100 gr. di latte tiepido
buccia grattugiata di tre arance bio
100 gr. di uvetta ammollata e ben scolata (facoltativa)


Mettete sulla spianatoia o in una ciotola capiente la farina, lo zucchero, il lievito e la buccia grattugiata delle arance e mischiare bene.
Fate un buco nel centro e aggiungete tutti gli altri ingredienti.
Cominciate ad impastare e continuate finchè non si sia formata una palla liscia e soda.
L'impasto va lavorato per almeno quindici minuti.
A questo punto potete aggiungere l'uvetta ammollata precedentemente e ben asciugata (vi consiglio di preparare così solo metà dell'impasto, così avrete entrambe le versioni).
Formate dei biscottoni grandi e cicciotti e posizionateli su una teglia ricoperta di carta forno.
Spennellare la superficie con dell'uovo sbattuto per lucidare.
Infornare a circa 160° per 40 minuti.


6 commenti:

gloria cuce' ha detto...

Cicciotti e gustosi e poi i bei ricordi sono indimenticabili.
Io preferisco la verione senza uvetta e penso di farli grazie!

titty ha detto...

La fortuna di avere dei ricordi così dolci....non ha prezzo davvero! ma i biscotti tendono al morbido o al croccante?

Mari - Rose di Burro ha detto...

@gloria cucè: se li fai, poi fammi sapere come è andata :-)

@titty: i biscotti sono sgranocchiosi, ma con un cuore tendente al morbido/asciutto. Se li fai cucinare per altri venti minuti con il forno a 150° diventano più croccanti e si conservano per molto tempo. Ma non facendone cinque chili alla volta, per me il problema della lunga conservazione non esiste! :-)

marifra79 ha detto...

E' bello avere dei ricordi così! Invece a casa mia nonna era adetta ai ciambelloni, no, i biscotti non li preparava mai... mia madre si, ricordo i suoi frollini al profumo d'arancia! Grazie per avermelo fatti ricordare... questi devono essere davvero speciali...un abbraccio e buonissima serata

Marco ha detto...

Ciao, colgo l'occasione per invitarti a partecipare al primo contest del blog Fiore di Cappero dal titolo "AL CONTADINO NON FAR SAPERE COME E' BUONO IL FORMAGGIO CON LE PERE" (http://www.fioredicappero.com/2012/01/ecco-il-primo-contest-di-fiore-di.html)

nicole c ha detto...

Bella ricetta,vorrei provargli anche io,ma il post che hai scritto su tua nonna,sui ricordi della tua infanzia...è bellissimo,un abbraccio!!

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